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Perchè e come oggi è realizzabile un sistema politico di base planetario, equo e durevole.

Oggi non possiamo non tenere conto che Dio esiste

  Di quando in quando appare sulla scena mediatica un ateo che propugna con forza la sua tesi (attualmente ce n’è uno in Italia che fa il diavolo a quattro, speriamo solo per soldi).
  Ora noi crediamo che sia il momento di farla finita con questa storia dell’inesistenza di Dio: Dio c’è. Potevano forse metterlo in dubbio gli uomini primitivi, in un mondo totalmente ostile e costretti a vivere peggio delle belve di cui erano preda; gli stessi uomini del medioevo con vita media di 35 anni, dissanguati dai feudatari, falcidiati dalle guerre e dalle pestilenze; e avrebbero potuto farlo anche gli intelligentoni del Secolo dei lumi, delusi dal vedere per la prima volta al microscopio la misera forma di una cellula (vedi sotto).
  Oggi sono proprio la scienza e la ragione che ci mostrano inconfutabilmente che il mondo non può non avere un creatore (comunque lo si voglia classificare). Di seguito riportiamo tre prove così lampanti che oggi essere atei è segno di stupidità o di superbia o di disgrazia. Nel terzo caso è da specificare che la fede è pur sempre un dono di Dio e quindi non si può criminalizzare chi non ce l’ha (se ha il buon senso di stare zitto). Dopo queste recenti scoperte, la fede in effetti non serve più come una volta, basta guardare. Gesù Cristo l’aveva previsto: Beati quelli che hanno creduto senza vedere. E’ la stessa cosa che abbiamo detto presentando il Sistema di Base: noi uomini del 21° secolo abbiamo raggiunto la verità in tanti campi non perché siamo più bravi di chi ci ha preceduto ma solo perché siamo più fortunati essendo nati dopo di loro e potendo utilizzare tutto quello che essi hanno scoperto e sperimentato.
  Per questo motivo nel nostro sito ove necessario faremo riferimento a Dio in tutta semplicità e coerenza, a differenza di tanti credenti che si vergognano di citarlo in pubblico (triste retaggio della presuntuosa era illuministica, appena terminata).

La prova dell’esistenza di Dio dalla complessità dell’essere umano
   La prima prova è matematica.
   Il corpo umano è costituito con circa 30.000 (ma forse sono 70.000) componenti di base che, nota bene, sono tutti coordinati tra loro (ad esempio, il dito alluce del piede destro non soltanto non è in contrapposizione con alcuna altra parte del corpo, ma anzi è finalizzato al buon funzionamento di tutte le altre parti). Oggi la scienza matematica ci permette di calcolare quante probabilità ci sono che questi 30.000 componenti si siano messi insieme e coordinati tra loro spontaneamente (evoluzionismo), cioè senza l’intervento di un essere superiore.
  Ebbene, il calcolo combinatorio ci dice che la probabilità è 1 su: 29.999 x (moltiplicato) 29.998 x 29.997 x 29.996 x 29.995 eccetera, vale a dire un numero praticamente infinito. Vale a dire che è impossibile che l’uomo sia una creatura spontanea della biosfera terrestre. E quindi esiste il suo creatore o il Creatore del suo creatore.

La prova dell’esistenza di Dio dall’esistenza del dna
  La seconda prova ci viene dalla scoperta in tutti gli esseri viventi del DNA che è una parte della cellula contenente il programma di costruzione di tutto l’organismo: è una cosa fantastica perché con la sua famosa doppia spirale spessa 0,00005 millimetri si potrebbe ricostruire l’intero corpo umano realizzando, moltiplicando e coordinando tutti i suoi 30.000 componenti di base (geni) di cui il Dna contiene ogni singolo progetto.
  La scoperta del DNA è come aver trovato una Ferrari in una miniera dentro uno strato di carbone formatosi 200 milioni di anni fa: secondo Te, si sarebbe costruita da sola?
  Un’altra cosa incredibile è che di questo programma in ogni essere vivente ce n’è una copia in ciascuna cellula del corpo.

   Se il sig.C.R.Darwin avesse visto l'immagine estremamente complessa del Dna di cui disponiamo oggi (a destra, spessore 0,00005 millimetri) invece dell'ingrandimento al microscopio (metà del 1800) della cellula (a sinistra, spessore 0,01 millimetri), che appariva semplice e informe, ci avrebbe pensato ancora un po' prima di proclamare che la vita sulla Terra si è generata spontaneamente.

La prova dell’esistenza di Dio dall’esistenza dell’apparato riproduttivo
  Una delle prove logiche e concrete che gli esseri viventi del pianeta Terra non si sono generati da soli ma sono stati creati, e che quindi esiste un essere superiore agli stessi (dio o semidio, che sia) è, come per tutte le cose importanti, semplicissima (basta un classico sillogismo) e nessuno l’ha presa in considerazione finora perché è tipico dell’”illuminista” cercare la pagliuzza e non accorgersi della trave. Infatti sostenitori e oppositori dell’evoluzionismo assoluto da un secolo si scontrano sui campi della complessità strutturale degli esseri viventi e del famoso ‘anello mancante’ e non hanno tenuto conto del fatto elementare che tutti gli esseri viventi terrestri pluricellulari si riproducono per mezzo di appositi e distinti organi.
  Il meccanismo evolutivo darwiniano asseriva che tutti gli esseri viventi e le loro parti componenti si sono sviluppati per interazione tra di loro (‘la funzione crea l’organo’). Ora, si potrebbe anche concedere che gli organismi si siano dotati ‘spontaneamente’ delle capacità di autoalimentazione e autodifesa, reagendo all’ambiente e agli altri esseri con cui, casualmente, erano in contatto.
  Ma c’è una capacità degli organismi viventi superiori che non può essere stata stimolata dall’ambiente: la capacità di riprodursi con specifici organi, addirittura nelle varianti maschile e femminile. Ora…
un essere vivente terrestre non può dotarsi di organi riproduttivi se non è cosciente che morirà e che con lui, in mancanza di prole, morirà la sua specie;
ma questo atto di coscienza è stato impossibile e inconcepibile per qualsiasi specie vivente nella storia della biosfera terrestre, uomo primitivo compreso;
quindi, se gli esseri viventi terrestri hanno organi riproduttivi (e l’istinto inconscio di usarli), l’atto di coscienza all’origine della loro esistenza non può essere che di un’entità cosciente e intelligente diversa da loro e preesistente.
  Semplice.

La Religione come fonte di verità e regole probabilmente valide

  Un uomo non può vivere senza conoscenze. Queste gli possono venire dalla vita di tutti i giorni (esperienze dirette), da principi e leggi dimostrati concretamente (scienza), da intuizioni personali (convinzioni) o dalla rivelazione di altre persone (fede). I laici sostengono che ci si deve basare solo sulla scienza e non sulla fede.
  Il problema è che la scienza umana è lentissima e sbaglia strada molte volte, dovendo utilizzare dati inoppugnabili e usare lo strumento della ragione, che è notoriamente limitato e troppo soggetto a deviazioni soggettive.
  Le principali religioni invece forniscono subito una completa visione del mondo e un sistema di regole di comportamento che effettivamente sembrano coincidere con le naturali aspettative umane, permettono di vivere la propria vita con soddisfazione e senza nuocere agli altri.
  Il loro problema è la mancanza di prove concrete dirette di quanto asseriscono in quanto i miracoli che sono la loro prova regina avvengono solo raramente. La situazione attuale rimane sempre drammatica per chi deve prendere una decisione in merito: basti pensare che la scienza non è ancora riuscita a dimostrare l’esistenza dell’anima (solo ora cominciano ad emergere alcuni indizi dalle verifiche scientifiche di alcune morti apparenti) mentre per le religioni essa è un fatto incontrovertibile già da 2000 anni.
  L’unica soluzione di buon senso è accettare ufficialmente anche nell’attività politica il principio di probabilità come universalmente è accettato nella vita quotidiana di tutti gli uomini, vale a dire che quello di cui non si è dimostrata l’inesistenza potrebbe anche esistere.
  Su questa linea, nel Sistema di Base (che ha come principale riferimento la legge naturale) principi e proposte tengono conto di quanto detto dalle principali religioni (escluso il Corano di Medina) in termini non ostativi nel senso che non ne abbracciano in toto le affermazioni ma tengono conto della probabilità che siano vere.
  Ciò vale in particolare per la religione giudaico-cristiana sulla base del fatto che non c’è una sola affermazione della Bibbia e del Vangelo che sia stata dimostrata scientificamente sbagliata, anzi; che miliardi di fedeli hanno testimoniato con la vita la validità di questa fede; che ci sono moltissimi miracoli che la confermano; che è ancora vivissima dopo 2000 anni; che la mente umana non sarebbe mai giunta a concepire principi come quelli rivelati da Gesù Cristo.

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