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Perchè e come oggi è realizzabile un sistema politico di base planetario, equo e durevole.

Il progetto del nuovo Sistema politico di Base

(gruppo sdb)

 

IL PROGETTO DEL NUOVO SISTEMA POLITICO 'SISTEMA DI BASE'

  Il progetto del Sistema di Base segue un po’ quello marxiano (‘prima collettivizziamo tutto, poi vediamo cosa fare’) nel senso che prevede, in sintesi, una prima fase di collettivizzazione ma soltanto delle risorse primarie del pianeta, mentre lascia autogestirsi comunità umane grandi e piccole secondo i propri modelli socio-economici sul piano delle attività secondarie.

  Il sistema si basa fondamentalmente sull’assegnazione a ogni abitante della Terra del diritto di proprietà (inalienabile) e della possibilità d’uso in qualsiasi momento (se lo vuole) di una parte sufficiente di terreno e di materie prime esistenti sul pianeta: questo è l’unico modo per garantirgli sicurezza esistenziale e dignità.
  Qualcuno potrebbe obiettare che già ci sono gli stati socialisti a garantire sicurezza esistenziale a tutti: anche se fosse (ma non è così) e accantonando il problema della dignità personale, vi è il fatto che questa sicurezza sarebbe soltanto nominale in quanto si basa sulle persone che per natura non sono affidabili e comunque possono cambiare. La vera sicurezza si basa sulle cose concrete come i beni naturali. 
  Il piccolo patrimonio che ogni essere umano riceverà in dono al momento della nascita sarà costituito fondamentalmente da superfici terrestri e marine adatte a fornire alimenti, da minerali, nonché da una quota di usufrutto di tutti i beni naturali, ambientali, storici, artistici non divisibili esistenti sul pianeta. Per avere un’idea della consistenza di questa eredità si pensi che l’appezzamento di terreno per colture varie si aggirerà sui 2000 mq, mentre altre particelle di territorio per colture specifiche assommeranno ad altri 2000 mq ( per i dettagli vedi: UTSI Aspetti economico-politici /  UTSI Progetto tecnico generale / UTSI-campo Progetto tecnico esecutivo)
  La dotazione individuale delle risorse primarie del pianeta ha un valore di circa 5000 € di cui 2/3 in produzione agricola e un terzo in materie prime e beni indivisibili. Questa cifra non deriva dal valore commerciale di tali beni (che nel nuovo sistema non ci sarà più), ma da quanto la singola persona ne può ricavare per il proprio sostentamento. 
  Ecco come sono i redditi nel mondo oggi (anno 2012) e come saranno nel sistema di base. Oggi il reddito medio mondiale pro capite è di circa 7.500 € annui (che nei paesi ricchi è la soglia della povertà), ma per il 60% della popolazione è di circa 3000 € e per il 25% è di circa 700 €, mentre negli stessi paesi ricchi il 10% della popolazione è sui 7000 € e il 5% su 3500 €.
  Non soltanto tutti raggiungeranno la soglia di sopravvivenza dignitosa di beni per 5000 euro/anno ma anche i grandi redditi saranno molto ridotti in quanto scompariranno gli speculatori sui terreni, materie prime, sui prodotti agricoli, sulle monete, sui debiti pubblici e privati, e gli imprenditori dovranno fare i conti con il molto maggior potere contrattuale dei prestatori d’opera, che saranno autosufficienti e anche comproprietari delle materie prime e dei terreni commerciali e industriali.

  Per dimostrare che questo sistema di base è credibile e fattibile, noi abbiamo provato a redigere una specie di ‘costituzione mondiale’ sul tipo della ‘carta dei diritti dell’uomo’ ipotizzando anche le conseguenze pratiche che potrebbe avere. Sottolineiamo che il nuovo ordine riguarda soltanto la gestione del pianeta e del livello materiale esistenziale degli uomini. Non riguarda ideologie, comportamenti, modelli di vita, attività lavorative, modelli sociali e politici di singoli e di comunità, che potrebbero continuare ad esistere ma, grazie al sistema di base, senza le storture attuali.

Il sistema di base – Bozza di Costituzione

NB.Il Sistema di Base deve poter regolare la convivenza umana anche in gruppi di persone non organizzati, pertanto deve dotarsi di un insieme completo di proprie leggi fondamentali che non riguardano soltanto la sua attività diretta (beni primari, tutela attività personali) ma anche gli altri aspetti sociali essenziali (rapporti interpersonali, giustizia) per i quali ci si è ispirati alla legge naturale e alle esperienze storiche di vari popoli di tutto il mondo, depurandole di tutte le distorsioni, degenerazioni, incrostazioni tipiche delle legislazioni dei paesi occidentali. Per gli Strumenti operativi sotto ipotizzati non ci sono molte alternative, mentre si possono ancora mettere a fuoco i Sistemi di controllo.

1 / DISTRIBUZIONE DEI BENI PRIMARI
Ad ogni persona saranno assegnati teoricamente al momento della nascita i seguenti beni inalienabili:
- una parte produttivamente uguale di superficie agricola terrestre e marina;
- una parte uguale di tutte le materie prime esistenti in natura;
- la disponibilità del patrimonio genetico vegetale e animale tuttora esistente;
- un uguale titolo di proprietà di tutti i beni naturali, ambientali, storici, artistici esistenti non divisibili, considerati quindi beni di proprietà e gestione collettive.

2 / TUTELA DELLE ATTIVITA’ PERSONALI
- ogni singola persona ha diritto alla piena liberta di pensiero e di azione, con propri codici personali di comportamento, con i soli limiti di portarne sempre e comunque la responsabilità diretta e indiretta, conscia o inconscia, di farlo a proprie spese e di non danneggiare le altre persone e i loro beni;
- le attività produttive secondarie del singolo non sono soggette ad alcun vincolo (tranne quanto stabilito al punto precedente) e si svilupperanno secondo al legge della domanda e dell’offerta in un libero mercato, la cui esistenza sarà costantemente vigilata dall’organismo di giustizia.

3 / GIUSTIZIA PERSONALE
- ad ogni essere umano è dovuto il massimo rispetto sia morale sia materiale;
- ogni persona ha diritto alla piena integrità di sé e dei suoi beni, indipendentemente dalle condizioni di chi eventualmente la danneggiasse; perciò il risarcimento dei danni materiali e morali sarà totale e forzato;
- il danno è considerato tale se oggettivamente dimostrabile davanti alla magistratura; la valutazione del danno è oggettiva per i danni materiali e soggettiva della parte lesa per i danni morali se titolare di un codice ‘personale’, in caso contrario varrà il codice standard della comunità.

4 / RAPPORTI INTERPERSONALI
Ogni individuo potrà ottenere il soddisfacimento e il miglioramento di se stesso usufruendo della sua parte di beni naturali e nella libera cooperazione con gli altri uomini, nel massimo rispetto degli uni e degli altri, perciò
- tutti gli accordi tra due o più persone, ri qualsiasi natura e per qualsiasi scopo, sono liberi e leciti, purchè liberamente sottoscritti di fronte alla magistratura;
- tali accordi avranno tutti indistintamente il diritto di essere garantiti con la forza dall’organismo di giustizia, se richiesto e finanziato;
- la garanzia della libertà e varietà degli accordi interpersonali è la completa trasparenza sia delle persone , sia dei beni sia delle attività; perciò la falsità e la non dichiarazione della verità, ove ritenuta opportuna, saranno sempre considerati reati gravissimi e comporteranno comunque la nullità dell’accordo e il risarcimento dei danni;
- esiste completa libertà di creare associazioni e gruppi umani non solo di persone ma anche di beni, compresi quelli primari, con possibilità di isolamento territoriale per accorpare in un’unica zona i territori individuali degli associati, con spese di trasferimento, ma non di insediamento, a carico della collettività.

5 / STRUMENTI OPERATIVI
Per realizzare quanto sopra indicato si potranno istituire i seguenti organismi di base, ognuno a gestione separata:
- organismo organizzativo di base, per la gestione dei beni primari a livello planetario con suddivisioni comprensoriali, e per l’organizzazione della convivenza umana a livello basico;
- sistema di giustizia, comprendente: un organismo di registrazione leggi e contratti interpersonali; un organismo di amministrazione della giustizia (magistratura); un organismo di forza armata polivalente, dipendente direttamente dalla magistratura. I due organismi saranno unici a livello planetario, con suddivisioni esecutive in regioni, che potranno federarsi in stati.

6 / SISTEMI DI CONTROLLO
La gestione degli strumenti operativi di base sopraindicati sarà controllata direttamente da ciascun cittadino tramite:
- scelta diretta, con mandato personale pubblico, di un proprio rappresentante per l’istituzione e il controllo degli strumenti operativi di base, ognuno dei quali avrà poi vita autonoma che dipenderà nuovamente dal singolo cittadino; la base di rappresentanti sarà molto larga e sarà essa a creare da sé una struttura direttiva piramidale con elezioni interne dal basso.
Le garanzie di controllo da parte dei cittadini saranno costituite da:
- possibilità di ritirare il mandato di rappresentanza anche prima del termine (cinque anni) con decadenza dell’incarico se viene raggiunta il ritiro da parte di un terzo dei mandanti;
- possibilità di citare in giudizio gli organismi di base in quanto tali in caso di danni personali, e gli stessi rappresentanti di base se inadempienti rispetto al mandato loro pubblicamente affidato;
- possibilità di istituire liberamente strutture di base locali alternative a gestione personale;
- liceità dell’intervento personale, come ‘extrema ratio’ di legittima difesa, a propria discrezione in caso di omissione o ritardo nell’attuazione programmata della costituzione di base.

7 / SISTEMA DI FINANZIAMENTO
Ogni singolo cittadino è obbligato a finanziare, in misura uguale a tutti gli altri, soltanto il minimo di sopravvivenza e di attività degli organismi di base. Il tributo annuo può essere pagato anche con prestazioni di lavoro. Spese ulteriori dovranno avere il consenso unanime o essere sostenute soltanto dai richiedenti.

NB. Il princiipio della distribuzione del terreno e delle risorse naturali e della necessità che ne sia il singolo individuo direttamente e materialmente responsabile della sua sopravvivenza non può essere sostituto da nessun altro metodo come, ad esempio, alloggio e ailmentazione gratuiti o un reddito di cittadinanza. In questi casi infatti si costringerebbe qualcun altro a fare quello che l’assistito dovrebbe fare da solo. Questi metodi sembrano molto eleganti, ma sono ingiusti e sono adottati solo perché qualcuno ci mangia sopra con i soldi che lo stato spreme ai contribuenti (si pensi alla pletora di uffici comunali ed enti assistenziali). L’intervento della collettività è logico soltanto nel caso di persone inabili.

Il risultato più importante del Sistema id base: la possibilità di comunità libere e consonanti

  Come è meglio spiegato nel libro, per la salvezza della ‘persona’ occorre fare in modo che vengano eliminate le società altamente dissonanti di oggi (dette ‘permissive’ e ‘tolleranti’, ma soltanto a parole) e che ognuno possa scegliersi una società con un adeguato grado di consonanza.
  Oggi infatti, più che mai, il ‘legante’ sociale non è più solo il corpo (identità razziale) ma l’anima (sintonia delle energie sottili) e lo spirito (concordanza ideologica). La consonanza può sussistere soltanto se il singolo può isolarsi, completamente o parzialmente, da tutti coloro che non la pensano come lui, scegliendosi direttamente i propri compagni di vita e di attività.
  E’ proprio il Sistema di base che permette l’esistenza e l’indipendenza di società anche con il massimo grado di consonanza: basterà infatti riunire, con un semplice scambio, in un unico luogo tutte le unità territoriali delle persone intenzionate ad isolarsi, per ottenere un piccolo o grande comunità con tutte le risorse sufficienti all’esistenza autonoma dei suoi abitanti (non è una novità: si pensi alle comunità Amish negli Usa).
  Tali comunità potranno nascere, ampliarsi e ridursi e scomparire in qualsiasi momento, per semplice decisione di ciascuno dei componenti.
  Quello appena illustrato è il tipo-limite di comunità possibile nel sistema di base.
  Comunità ad elevati gradi di consonanza potranno essere formate anche senza isolamento, vivendo tra altre persone anche di diversa etnia e religione, adottando l’accorgimento della ‘cultura prevalente’. In pratica in ogni regione, provincia o comune la popolazione potrà a maggioranza semplice, in alternativa a una società multiculturale (che però non sarebbe più una società, ma semplice convivenza), scegliere il proprio modello di vita a cui dovranno uniformarsi tutte le attività pubbliche e in pubblico (morale pubblica, simboli, scuole, festività, usanze, costumi, stili architettonici eccetera) di tutti i cittadini. I cittadini con altri modelli di vita li vivranno in privato e senza segni esteriori (ad esempio, niente minareti in Italia), altrimenti potranno crearsi una propria comunità isolata sullo stesso territorio.

  Senza contare tutte le società settoriali che sarà possibile costituire trasversalmente alle società culturali (dal lavoro all’istruzione, dallo sport al divertimento, dalla salute alla previdenza) con le modalità più varie (dalla cooperazione alla mutualità, senza condizionamento alcuno). Tutto questo sarà possibile perché ognuno avrà la disponibilità di quel 25% circa del reddito che attualmente gli viene forzosamente sottratto, oltre alla soglia di ragionevolezza, e gestito dallo stato unitario.

  Ecco un raffronto, espresso graficamente, il Sistema di base e i sistemi odierni, in cui la società è aggrovigliata in una rete fittissima di rapporti standardizzati ed estesi a tutti, rete che riescono a rompere soltanto i pesci grossi mentre i piccoli ne restano soffocati: nel sistema di base invece la struttura di fondo obbligatoria per tutti è molto leggera e su di essa possono coesistere vari sottogruppi liberi, anche sovrapponentisi.

  Questo sistema potrebbe essere veramente la forma più giusta, gratificante e celere per dare a ciascuno il tipo di società più congeniale.
  Innanzitutto sarebbe eliminato il sopruso di far vivere agli altri modelli di vita che non condividono ma anche quello di dover vivere a tu per tu con chi ostenta modelli di vita diversi. E questo magari prima ancora di averli sperimentati, ingigantendo gli errori e facendoli pagare a chi non ne ha colpa. Vale la pena di ricordare che in qualsiasi gruppo umano c’è sempre una buona percentuale di parassiti che vuole vivere a piacer suo facendone pagare le spese agli altri.
  In secondo luogo chi crede sinceramente in un certo modello di vita avrà senz’altro soddisfazione ad attuarlo anche se poi non avesse buon esito. Isolando un modello di vita da disturbi, soprusi e compromessi sarà infine possibile verificare in poco tempo la sua validità senza rischio di dover dare colpe o meriti agli estranei.
  I politici, cioè i capi del gruppo, esisteranno sempre, perché è naturale che i gruppi e sottogruppi sociali abbiano dei promotori e degli animatori. Ma essi non avranno più il potere di imporre le loro decisioni e spendere i soldi di alcuni a favore di altri dopo aver ricevuto un mandato generico ed anonimo, ma soltanto quello di proporre progetti che saranno accettati da persone con nome e cognome e che contribuiranno in base ai risultati.
  Il sistema delle società autonome non escluderà tuttavia la dialettica della vita, cioè un certo grado di dissonanza, necessario per una verifica costante delle proprie posizioni. Anche qui lo sviluppo dell’umanità ha portato a una straordinaria coincidenza: creando società autonome il confronto con altri modelli di vita non cessa poiché oggi c’è un’enorme disponibilità di mezzi di comunicazione che veicolano ogni giorno messaggi di tutti i tipi e molto ben fatti fin dentro le comunità più isolate.

  Concludendo, noteremo che mentre i sistemi politici di oggi tendono per natura, essendo astratti, a conservarsi indefinitamente immutati, con la conseguenza di crollare traumaticamente dopo un certo periodo perché troppo staccati dalla realtà mutevole, il Sistema di base garantirà modelli di vita facilmente sostituibili seconda la naturale evoluzione degli uomini. Anche per questo motivo, nel Sistema di base non avranno più ragion d’essere la violenza sociale e la sopraffazione politica e qualora emergessero non avranno nessuna giustificazione per non essere stroncate subito e radicalmente.

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